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ULTIME NOTIZIE - 16/11/2011
NEL NUMERO 3 DI GNOSIS, IN DISTRIBUZIONE, SI PARLA DI...

CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA
VOCI DALL’EUROPA E OLTRE

Forum

 
Il Forum è dedicato all’interpretazione possibile di una crisi economico-finanziaria che coinvolge l’Italia, l’Europa e l’Occidente e della quale è diventato arduo prevedere l’impatto e l’assetto mondiale futuro che ne deriverà. Il 21esimo Forum Economico Mondiale che si è concluso a Krynica, in Polonia, lo scorso 9 settembre ha fornito una serie di spunti di riflessione sulla ciclicità della ricorrenza delle crisi economiche, la necessità di considerare variabili quali i flussi migratori e gli aspetti globalizzati delle conseguenze delle problematiche comuni.
I numerosi interventi hanno realizzato un collage di opinioni diverse accomunate dal desiderio di fornire risposte adeguate per esorcizzare i timori di recessioni che inevitabilmente generano crolli a catena nelle economie di Stati connessi come in un grande castello di carte.





VIOLENZA RIVOLUZIONARIA E DELEGITTIMAZIONE DEL POTERE
di Marco Giaconi

 
Le primavere arabe hanno riportato in auge – sia pur per breve tempo – il sogno delle rivolte che, partendo dal popolo e dai bisogni popolari, si trasformano in rivoluzioni verso società più aperte, giuste e piene di promesse soprattutto per le generazioni più giovani impegnate da sempre a rincorrerre tracce di utopie democratiche ricche di prospettive e futuri migliori.
Utopie, appunto. Nelle cadute dei regimi di Ben Alì in Tunisia, Mubarak in Egitto e nel dramma di Gheddafi in Libia ci sono i segni di implosioni di situazioni interne irrecuperabili, più che le conseguenze delle vittorie delle piazze e i “dopo” sono ancora tutti da verificare nelle velleità di democrazie poco conosciute e nelle possibilità effettive di separare le possibilità di governi liberi da condizionamenti religiosi.
La sfida delle rivoluzioni è, allora, trovare una risposta alla ri-strutturazione di sistemi de-strutturati e disintegrati dall’interno cui, a volte, basta “una brezza” rivoluzionaria per sperare di poter vivere il vento in un sogno durato un giorno.







IL "TERRORISMO SOLITARIO" E LA PREVENZIONE POSSIBILE
di Guido Olimpio


 
Uno dei rischi più imprevedibili della minaccia terroristica è costituito dal “lone wolf” il cosiddetto terrorista solitario che non risponde ad alcuna organizzazione, colpisce senza particolari caratteristiche ricorrenti, non necessariamente deve essere un kamikaze e vive prevalentemente in uno spazio virtuale creato su Internet anche se, in apparenza, è inserito in un contesto sociale in cui sembra integrato senza troppe difficoltà.
Il terrorista solitario si nutre di odio che non riesce neppure a condividere con soci di progetti folli, agisce all’improvviso, riesce spesso a creare tante vittime e lascia in genere anche “gli esperti del settore” alle prese con una serie di perché ai quali abitualmente non rispondono spiegazioni logiche.
Il fenomeno – in tutto il mondo – ha un’incidenza inferiore al 2% sul totale degli attentati ma è un esempio di imprevedibilità e di relativa semplicità di esecuzione destinato ad aumentare.
Il “lone wolf” agisce abitualmente in guerra con lo Stato e con una società destinata alla rovina, ma può sentirsi il rappresentante coraggioso di un gruppo virtuale che opera in un’area virtuale (social network) e anche quando, almeno nella fase iniziale del progetto terrorista, ritiene di avere potenziali complici, preferisce agire da solo convinto di essere il “prescelto” per la tutela di una causa giusta ed etica .








ANONYMOUS – L’ERA DEI CONFLITTI DIGITALI
di Antonio Teti


 
“Anonymous” rappresenta un fenomeno di comunità virtuale on line estremamente vitale, coeso e determinato a livello internazionale che effettua attacchi informatici su siti istituzionali e non in nome del rinnovamento della democrazia propugnando forme di disobbedienza civile.
Tutte le azioni che si configurano spesso come veri e propri cybercrimes sono giustificate con “nobili motivazioni” quali la lotta agli abusi, alla corruzione e alle illegalità su scala mondiale.
Non c’è dubbio che Anonymous sia uno dei fenomeni informatici più significativi del nostro tempo e costituisca un movimento poliedrico in cui la spinta idealista si confonde con un elevato livello di preparazione tecnica che sfocia in attacchi di hackeraggio che “la legione”- come spesso il gruppo si definisce - vive come sfide continue da vincere con orgoglio.
Alla fine dello scorso anno il gruppo si è schierato apertamente a favore di wikileaks, messa al bando per la pubblicazione di vari documenti riservati, attivandosi con attacchi a multinazionali bancarie come Mastercard, Visa ed alcune banche svizzere.
Gli attacchi sono abitualmente rivendicati e, nonostante alcuni arresti effettuati in diversi Paesi (tra cui l’Italia), Anonymous è sostanzialmente un movimento “libero” che risponde pienamente alle caratteristiche di libertà della rete. Non a caso l’ultimo post su Twitter pubblicato da Jake Davis (arrestato dalla Polizia inglese come “hacktivist”) sosteneva “…non potete arrestare un’idea”









LE GARANZIE FUNZIONALI PER GLI OPERATORI DI INTELLIGENCE
di Giuseppe Amato

 
La legge n.124 del 3 agosto 2007 ha innovato in parte il modus operandi degli operatori di Intelligence regolamentando alcune tipologie specifiche di attività cui conferire – per la prima volta nell’Ordinamento italiano - veste giuridica.
L’eliminazione dell’antigiuridicità di una condotta - con la ricorrenza dei relativi presupposti – consente a chi opera di avvalersi di un contesto “oggettivo di operatività” a garanzia della trasparenza dell’azione in sé e della valenza a scopi istituzionali della condotta.
Per le Agenzie di Informazione e Sicurezza italiane il regolamento di alcune attività è una novità assoluta i cui aspetti positivi potranno essere valutati e apprezzati con il tempo e con la constatazione dei risultati positivi delle operazioni realizzate.










QUATTRO CHIACCHIERE CON …… LOUIS FREEH

 
La consueta intervista su temi di attualità è dedicata a Louis Freeh, ex Direttore degli “anni d’oro” del FBI, in cui – prima dell’evento dell’11 settembre 2001 – erano le indagini su Cosa Nostra italiana ed americana a tenere banco.
Il giudice Freeh, autore di un “diario di bordo” intitolato My FBI, continua ad occuparsi di sicurezza a livello internazionale, a seguire le nuove minacce legate al mondo della cibernetica e a credere ancora nella possibilità di vivere il sogno americano.
E’ un uomo vitale e sereno, molto legato al nostro Paese, anche per motivi di origine familiare, e tutti gli anni - ogni 23 maggio - è a Palermo per portare un fiore all’amico Giovanni, collega e compagno di strategie contro la mafia, presente nei ricordi e nell’esempio dell’impegno quotidiano.

La versione integrale del n. 3/2011 sarà disponibile online nel mese di febbraio 2012.